La prima partita in Italia (1913)

Nell’autunno del 1913, quattordici navi della Flotta Atlantica vengono inviate nel Mar Mediterraneo per una crociera, come si legge nel “Annual Report of the Secretary of the Navy” di quell’anno: “un viaggio organizzato principalmente per i vantaggi educativi che ufficiali e reclute potevano trarre dall’opportunità di visitare dei porti stranieri e di viaggiare in paesi stranieri. Questo diversivo rispetto alle normali esercitazioni della flotta porta ad una maggiore soddisfazione e, di conseguenza, ne risulteranno un maggiore interesse nella Marina ed un aumento della sua popolarità”.

Una volta giunte nel Mediterraneo, la flotta si divide in due parti. Un gruppo di navi si ferma nel porto di Napoli, mentre l’altro gruppo prosegue per Malta, poi torna indietro verso Genova, Villefranche e Marsiglia. In ognuna di queste tappe gli equipaggi ricevono lunghe e generose licenze per poter visitare i porti e le città.

Il 27 novembre del 1913, la USS Connecticut e la USS Kansas si trovano nel porto di Genova. É il giorno del ringraziamento, e non può mancare la classica partita di football che, ormai, sta diventando una tradizione. Le squadre delle due navi si affrontano nella città ligure, disputando quella che risulta essere la prima partita giocata in territorio italiano (la prima di cui si abbia notizia certa).

Oltre al risultato finale, 17-6 per la USS Connecticut, non ci sono molte informazioni su questa partita. L’articolo del “Chicago Tribune” che ne fa cenno, parla di un folto pubblico, composto anche da italiani, e parla di trofei e medaglie consegnati ai vincitori, ma nulla ci è dato sapere in merito a nomi dei giocatori ed autori delle segnature.

Le partite durante la II guerra mondiale (1936 / 1945)

La palla ovale fa nuovamente parlare di sé nel gennaio 1936, quando Benito Mussolini invita in Italia il famoso campione di football e lottatore Joe Savoldi, per una dimostrazione di questo sport che, pur nel pieno dell’autarchia e dell’italianizzazione fasciste, incarnava quei valori che tanto cari erano al Duce. Savoldi avrebbe dovuto portare in Italia un gruppo di universitari e professionisti di origini italiane per un paio di partite di esibizione, ma il progetto non ebbe seguito, e le intenzioni rimasero tali.

Per rivedere il football americano in Italia si dovette aspettare l’arrivo delle truppe alleate con gli sbarchi in Sicilia, a Nettuno ed Anzio. Negli aeroporti di tutta la Puglia, dove vennero stabilite le basi aeree dell’aviazione statunitense, vi fu un’intensa attività di touch football, con sfide vere e proprie tra le varie basi, che condussero al celeberrimo “Bambino Bowl” giocato allo Stadio della Vittoria di Bari il 23 ottobre 1944, ancora una volta il Giorno del Ringraziamento. Spesso ci si riferisce al Bambino Bowl come la prima partita di football mai giocata in Italia ma, indipendentemente dalla “scoperta” della partita di Genova del 1913, si trattò di un incontro di touch football che vide la “Technical School” impoeri 13-0 sui “Playboys”.

Il 1 gennaio 1945 si giocò allo stadio comunale di Firenze lo “Spaghetti Bowl” tra le rappresentative della Quinta Armata (Mudders in alcuni resoconti chiamati anche Krautclouters) e della Dodicesima Forza Aerea (Bridgebusters). Di fronte a venticinquemila spettatori, ma con la protezione aerea di un paio di P38 Lightning a garantire la partita dalle possibili incursioni tedesche, i Mudders ebbero la meglio 20-0 sui Bridgebusters grazie soprattutto al Caporale John Moody, un monumentale fullback di oltre cento chilogrammi ex All-America per i Wolverines del Morris Brown College.

Nell’immediato dopoguerra nella zona di Trieste viene giocato un vero e proprio campionato tra le squadre della Tr.U.S.T. (Trieste United States Troops). In un paio di occasioni i vincitori di questo campionato vanno ad incontrare una rappresentativa delle truppe di stanza a Livorno e limitrofi, nel territorio che diventerà poi la Base NATO Camp Darby di Tirrenia, giocando ancora un paio di “Spaghetti Bowl”.

Il Basi NATO (1969 / 1977)

Oltre a qualche sporadica apparizione all’interno delle basi di Livorno e Napoli, il football resta un’occupazione alquanto marginale per gli adulti, mentre in tutta Europa si gioca un accesissimo campionato di High School che vede confrontarsi le squadre delle scuole americane delle basi di tutto il continente.

La storia “moderna” del football italiano inizia nel 1969 all’interno della caserma Ederle di Vicenza, dove Doug Urner, un militare che si occupa dei programmi sportivi della base ed è assistente allenatore dei Cougars, la locale squadra di football che gioca nel campionato high school, organizza una sfida tra il quartier generale della SETAF (Southern European TAsk Force) ed il Missile Command Support. Di anno in anno la sfida allarga i suoi orizzonti per comprendere anche altre basi italiane, e nel giro di qualche anno viene creata la N.I.F.L. (Northern Italian Football League). Il campionato, conosciuto ai più come “il Basi NATO”, vedrà partecipare prima i Rhinos Milano (dal 1978) e poi altre squadre italiane fronteggiare i mitici Geronimos e Blue Knights di Vicenza, gli Eagles ed i Red Machine di Aviano, i Bosco Rock ed i Darby Rangers.