Nel 1998 Palermo diventa il centro del mondo per quanto riguarda il football americano. E’ proprio nel capoluogo siciliano che vengono gettate le basi per la prima Federazione Internazionale della palla ovale.

Il 6 settembre 1998 Australia, Finlandia, Francia, Giappone, Irlanda, Italia, Corea, Messico, Spagna e Svezia sono le dieci nazioni che fondano la International Federation of American Football (I.F.A.F.), eleggendo come primo presidente il giapponese Eiji Sasada.

La prima mossa della neonata federazione internazionale è l’organizzazione di un torneo a livello mondiale tra le varie rappresentative nazionali delle 21 federazioni che, nel frattempo, aderiscono all’IFAF.

L’organizzazione del torneo, denominato “1st American Football World Cup 1999”, viene assegnata all’Italia, nello specifico proprio a Palermo.

Le distanze e la logistica sono un deterrente per molte federazioni, non preparate a sostenere gli alti costi che una manifestazione del genere comporta. Ci si mettono anche gli eventi extra sportivi a remare contro: la situazione in Kosovo non è certo delle più tranquille e, nonostante la guerra termini poche settimane prima della manifestazione, sia gli USA che il Canada ritengono poco sicuro inviare le loro rappresentative in una zona che considerano ancora troppo calda per i cittadini nordamericani.

Il 24 giugno 1999 sono sei le squadre che presenziano all’inaugurazione della manifestazione: Australia, Finlandia, Giappone, Italia, Messico e Svezia. Ad ospitare tutte le partite lo splendido impianto del Velodromo Paolo Borsellino, che con il campo tracciato alla perfezione sembra davvero uno stadio di una qualche università americana.

Inizialmente il torneo prevedeva un tabellone ad eliminazione diretta per assegnare i primi quattro posti, ed un tabellone parallelo, a cui avrebbero partecipato le sconfitte del primo turno, per determinare i posti dal quinto all’ottavo, ma la defezione di USA e Canada obbliga l’organizzazione a rivoluzionare tutto, suddividendo le sei squadre superstiti in due gruppi: Finlandia, Italia e Messico nel gruppo A, Australia, Giappone e Svezia nel gruppo B.

Italia e Finlandia giocano la gara inaugurale e tocca a Matteo Soresini ricevere da Marcello Lio il lancio che vale il primo touchdown della storia della Coppa del Mondo di Football Americano. L’Italia torna alla vittoria contro la Finlandia per la prima volta dal 1983, e la successiva sconfitta per 61-0 subita dal Messico (che alla Finlandia ne fa ben 89) assegna il Blue Team alla finale per la medaglia di bronzo.

Nel Gruppo B il Giappone la fa da padrone senza esagerare: 54-0 all’Australia e 24-14 alla Svezia. Gli svedesi conquistano la finale per il terzo posto contro l’Italia battendo l’Australia 22-6.

Gli azzurri al Mondiale / Palermo 1999

Il 3 luglio l’Australia coglie uno storico successo battendo 10-7 la Finlandia, conquistando così il quinto posto, mentre nella partita della sera la Svezia si rivela troppo forte per il Blue Team e con un perentorio 38-13 conquista la medaglia di bronzo, relegando l’Italia al quarto posto.

Il 4 luglio, la grande finale tra Messico e Giappone si svolge di fronte a circa ventiduemila spettatori. Tutte le partite hanno visto un ottimo afflusso di pubblico, grazie alla perfetta organizzazione del torneo che ha abbinato alle partite anche eventi di richiamo come i concerti di Luca Barbarossa e Marco Masini.

Giappone e Messico chiudono i tempo regolamentari bloccati sullo zero a zero; sono necessari quindi i supplementari per assegnare il primo titolo mondiale. I messicani vincono il sorteggio ma preferiscono iniziare a difendere. I Giapponesi varcano la end zone avversaria in quattro azioni, quando il quarterback Takayuki Sanaga trova in end zone il tight end Nachi Abe.

Keigo Nakasuji manca la trasformazione su calcio, poi la difesa consegna la vittoria al Giappone quando, alla prima azione del Messico, Toshinobu Ichikawa intercetta un passaggio di Enrique Villanova ponendo così fine all’overtime.

Il successo organizzativo della World Cup è sotto gli occhi di tutti: una media spettatori sempre ben oltre le diecimila unità ed una vasta eco mondiale, che porta anche gli inviati della NFL a complimentarsi con gli organizzatori, e a realizzare un documentario di altissimo livello tecnico oggi disponibile sul web. un successo sostenuto fortemente da Leoluca Orlando, all’epoca Sindaco della città e Alberto Di Dio, presidente dei Cardinals Palermo, società organizzatrice e di supporto al Mondiale.